MILLIMETRI (sensazioni di cose minime)

di e con Loris Contarini

liberamente tratto da “Il Libro dell’Inquietudine” di Fernando Pessoa

musiche originali di Paolo Valentini

Collaborazione artistica Sandra Zabeo

produzione: Amistad Teatro, TOP–Teatri Off Padova

“Mi sono moltiplicato per sentire, per sentirmi ho dovuto sentire tutto”, dice Fernando Pessoa. E per farlo ha dovuto inventare degli “altri da sé” – i suoi famosi eteronimi – per dare voce al proprio sconfinato mondo interiore e corpo alla sua scrittura. È stato “altri” attraverso sé stesso, per poter essere sé stesso. Cosa assomiglia di più a ciò che fanno gli attori?

Lo spettacolo vuole raccontare questo. Un attore che a contatto con la poesia di Pessoa ne viene letteralmente invaso, tanto da non riuscire più a comprende se a parlare sia lui stesso o il poeta. Leggere per il pubblico, ogni sera, la medesima poesia, e non accorgersi di come ogni sera di più la poesia gli sia entrata fra le pieghe più intime, e sia diventata sua: la sua pelle e la sua carne, la sua realtà, la sua verità. Come Pessoa, egli è se stesso attraverso un altro. Si dilatano i suoi pensieri, come fosse la poesia a dilatarsi, si insinuano sempre di più tra i versi le sue sensazioni, le sue parole, fino a non esserne più distinti. “Vivere è essere un altro” dice l’attore. …Ma chi è veramente a parlare? Parole sue o del poeta?

Un attore solo in scena, come solo è sempre stato il poeta Fernando Pessoa con la sua straordinaria poesia, le contraddizioni, il suo abbattere per innalzare, il suo nascondere per rivelare. Il “no” che contiene il “sì”.

E come il poeta usava la propria mansarda e i propri fogli per esistere, l’attore per farlo usa la propria presenza sul palcoscenico e il pubblico, e si moltiplica.

Il palcoscenico diventa così un modo e un luogo per interagire col mondo. Una solitudine “esibita” per mancanza di alternative. E per non essere più soli.

In scena Loris Contarini, attore e regista. Il suo percorso teatrale incrocia, fin da subito, quello di altre discipline artistiche e di altri artisti. È, infatti, proprio la ricerca di un incontro e una fusione tra linguaggi differenti uno degli elementi caratterizzanti del suo lavoro e della sua carriera.