Monologo poetico e disincantato che mescola temi sociali di grande attualità attraverso il racconto della storia di una donna che si trova ad attraversare il mare in uno dei tanti barconi che partono dal Nord Africa per raggiungere le coste italiane.

Un racconto al quale si alternano i testi delle lettere di operatori umanitari di Medici Senza Frontiere che riportano senza mediazione la loro testimonianza di vita.

Ma il vero protagonista del racconto è la gratitudine, un sentimento difficile da riconoscere soprattutto al giorno d’oggi, ma visto come una grande opportunità etica per la società.

Si può pensare di rovesciare le prospettive degli stili attuali, esposti alla frustrazione e solitamente segnati dall’ansia, solo nel riconoscimento sereno che l’esistenza è buona in sé stessa e non ha bisogno di essere meritata, e nel riscoprire che provare gratitudine per qualcuno o qualcosa è una via di liberazione dell’energia della vita.

Noi non restiamo a guardare

Lo spettacolo, una collaborazione con MSF, è volto alla sensibilizzazione dei conflitti dimenticati in atto nel mondo.

In scena Erica Taffara

Regia Gianni Bozza

Installazioni Erica Taffara

Testi tratti da “Noi non restiamo a guardare” (Medici Senza Frontiere nel mondo-lettere e testimonianze- prefazione Dacia Maraini – Feltrinelli), e di Francesco Puccio
Musiche AAVV rielaborate
Durata 50 minuti